Casalino del Castagno (Museo etnografico elbano)

♦ Via Provinciale ♦ Poggio ♦ Isola d'Elba ♦

La nostra avventura inizia il 26 novembre 2005, da un'idea dell'architetto Silvestre Ferruzzi e dell'imprenditore Mauro Mazzei. Il 22 dicembre 2005, con delibera n° 271 del Comune di Marciana, il Casalino del Castagno diventa una realtà. L'inaugurazione è avvenuta il 6 agosto 2006.

L'interno del Casalino del Castagno

L'esterno del Casalino del Castagno. Nel febbraio 2007 sono state collocate le ricostruzioni di fornaci per la riduzione del ferro realizzate nel 1994 da Gino Brambilla per il sito metallurgico del Molinaccio, presso Portoferraio.

Un piccolo viaggio tra le «emergenze» del territorio

Buca della Nivera            [42°46'25.48"N, 10°10'39.94"E]

Posta nell'ombrosa vallata che da essa prende il nome, la Buca della Nivera è una delle pochissime ghiacciaie a fossa presenti sul Massiccio del Monte Capanne. Documentata almeno dal 1829, serviva per raccogliere la neve al suo interno che si presentava intonacato; questa veniva pressata manualmente e coperta da un regolatore termico a forma di cupola o capanna. Dopo diverso tempo, la neve si trasformava in ghiaccio; questo serviva per svariati usi, il più singolare dei quali è l'utilizzo negli ospedali per la cura della polmonite. Infatti, sino agli inizi del XX secolo, il ghiaccio prodotto nella nivera della Madonna del Monte veniva trasportato all'Ospedale di Portoferraio.

Fornaci da ferro            [42°46'46.80"N, 10°11'6.28"E]

In località Rimercoio si trovano i resti di uno dei più estesi fabbrichili (ossia gruppi di fornaci per la riduzione del ferro proveniente dal Riese) di età postmedievale. La vicinanza col torrente assicurava un costante flusso idrico che, tramite ruote di legno, azionava una coppia di mantici che immettevano ossigeno all'interno delle fornaci; in tal modo aumentava la temperatura interna e avveniva la riduzione del ferro. Il toponimo Rimercoio deriva da Rio mercoio, ossia torrente delle merci.

Conceria            [42°47'10.15"N, 10°10'49.17"E]

Chiamata popolarmente Conce, è attestata almeno dal 1623. I ruderi dell'edificio, caratterizzato da una volta a botte, si trovano a brevissima distanza dal Fosso dell'Acquaviva, la cui acqua era indispensabile per il processo di concia delle pelli; l’altro elemento fondamentale, il tannino di castagno ed ontano, era facilmente rinvenibile in loco.

Fonte di San Cerbone            [42°46'51.24"N, 10° 9'56.08"E]

Attestata dal XVII secolo, si trova a breve distanza dal soprastante Romitorio di San Cerbone. Presenta una fattura grossolana, benché con la presenza di un'ampia nicchia centrale dove sgorgava l'acqua.

Grotta di San Cerbone            [42°46'48.65"N, 10° 9'59.69"E]

La piccola cavità, secondo la tradizione agiografica, offrì ricovero al vescovo Cerbone dal 573 al 575 durante l'occupazione longobarda dell'Elba. In seguito, a breve distanza dalla grotta, fu probabilmente realizzata una memoria poi trasformatasi nel Romitorio oggi visibile.

 

Miniera di calcopirite            [42°46'59.01"N, 10°12'16.98"E]

Situata sulle pendici settentrionali del Monte Perone in località Le Bocche, è stata realizzata nel 1928 su un precedente sito estrattivo forse di età etrusca; la miniera fu abbandonata dopo poco tempo, in quanto il presunto giacimento di minerale ferroso si era rivelato essere di ossidi di ferro superficiali. Il progetto prevedeva anche una teleferica per il trasporto del minerale dalla miniera al sottostante porticciolo di Marciana Marina.

Mulino del Ciocco            [42°47'13.36"N, 10°10'52.29"E]

Questo mulino, attestato almeno dal 1623, è situato in località Il Ciocco lungo il Fosso dell'Acquaviva. Di esso rimane la condotta del ritrécine per il pescaggio della ruota idraulica, la condotta e parte della macina in granodiorite, oggi adagiata lungo il torrente.

Mulino di Rimercoio            [42°47'0.74"N, 10°11'12.04"E]

Di probabile origine seicentesca, il mulino conserva il bottaccio (vasca per convogliare l'acqua in cui pescava la ruota idraulica) e scarsi resti di murature. Nei pressi si trovano numerose scorie di ferro, a testimoniare la passata esistenza di un fabbrichile di riduzione ferrosa.

Fine di Montecristo            [42°47'4.48"N, 10°10'58.61"E]

Si tratta di un antico muro divisorio della Comunità di Poggio, oltre il quale si trovava la bandita, ossia un territorio libero di pubblico usufrutto. Il Fine di Montecristo è stato restaurato nel 2008. Il toponimo Montecristo deriva probabilmente dal latino mons (monte) e crista (cresta), data la particolare orografia del sito.

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Seccaiola della Ciabatta            [42°47'10.32"N, 10°11'11.43"E]

La seccaiola era una particolare struttura con pochissime aperture, munita di un soppalco interno (detto solaiolo) con graticcio sul quale venivano messe le castagne per essere essiccate dal fuoco sottostante. Dopo questo procedimento, le castagne erano portate nei mulini idraulici per la macinazione. 

La seccaiola in località Ciabatta è l'unica attualmente integra.

Seccaiola di Rimercoio            [42°46'52.90''N, 10°11'05.10''E]

Individuata nel 2006, ne rimane solo il perimetro murario. Degna di nota è una piccola nicchia quadrangolare ricavata nel masso inglobato sulla destra della struttura.

Manufatti di granodiorite

In più punti del territorio di Poggio si trovano alcuni elementi lavorati di forma pressoché parallelepipeda, con un particolare foro a sezione quadrata. Ne sono stati censiti 3.

Baracca di Cianferoni            [42°47'5.60"N, 10°11'1.82"E]

Si tratta di una piccola struttura, parzialmente restaurata nel dicembre 2005, legata all'estrazione della granodiorite dalla vicina Cava d'Osvaldo. Al suo interno avveniva la forgiatura degli strumenti in ferro (scarpelli, subbie, punciotti). Nell'immagine si osservano alcuni cordoli e soglie incompiuti. Il suo nome deriva da quello dello scalpellino Angiolo Cianferoni, nato a Fiesole (Firenze) nel 1820 e morto a Poggio nel 1888.

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Riparo rupestre            [42°46'55.76"N, 10°10'52.56"E]

In località Le Panche si trova un piccolo riparo rupestre probabilmente riferibile all'Età del Bronzo (II millennio avanti Cristo) utilizzato forse come sepoltura. L'interno è adattato con pietrame sovrapposto.

Riparo rupestre            [42°46'57.57"N, 10°11'47.05"E]

Ai margini del Macéo della Settima si trova un riparo rupestre alla base di una rupe verticale, adattato con muretti divisori. La datazione, anche in questo caso, è estremamente incerta.

Riparo rupestre            [42°46'37.93"N, 10°11'0.06"E]

In località Cavovalle esiste un particolare riparo con adattamento di pietrame divisorio. La datazione è incerta, ma secondo alcuni si tratterebbe di ricoveri realizzati dai carbonai in tempi relativamente recenti.

Riparo rupestre            [42°46'59.37"N, 10°10'15.93"E]

In località Crino delle Puntate, non molto distante dal Romitorio di San Cerbone, si trova un riparo rupestre con adattamento di pietrame divisorio. La datazione è incerta, ma si potrebbe trattare di un ricovero di pastori.

Grotta di Croce Soprana            [42°47'2.56"N, 10°10'27.36"E]

Questa piccola grotta si trova alla base di una rupe in località Croce Soprana, immersa in una fitta lecceta.

Grotta di Montecristo            [42°47'2.76"N, 10°10'57.17"E]

All'interno dell'insediamento sul Crino di Montecristo, risalente all'Età del Bronzo (II millennio avanti Cristo), si trova una piccola grotta utilizzata probabilmente come sepoltura. Al suo interno sono stati rinvenuti (ottobre 2007) frammenti ceramici oggi conservati nel deposito del Museo civico archeologico di Marciana.

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Villaggio protostorico            [42°47'2.76"N, 10°10'57.79"E]

Sulla sommità pianeggiante del Crino di Montecristo si trovano i resti di un piccolo insediamento dell'Età del Bronzo (II millennio avanti Cristo) attribuibile alla cosiddetta Cultura subappenninica. Nell'immagine sono riprodotti i frammenti ceramici rinvenuti nella Grotta di Montecristo, oggi conservati nel deposito del Museo civico archeologico di Marciana.

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Cote Lupo            [42°47'9.78"N, 10°10'59.97"E]

Il termine elbano cote deriva dal latino cos-cotis (masso) ed indica appunto un'imponente formazione granodioritica. La Cote Lupo prende il nome dalla sua forma che evoca le fauci aperte di un lupo.

Cote Tonda            [42°47'8.96"N, 10°11'0.97"E]

La forma circolare dei questa piccola formazione rocciosa ne ha fatto derivare il nome.

Cote Rondine            [42°47'7.69"N, 10°10'59.00"E]

Il nome di questa formazione granodioritica deriva dalla somiglianza della rupe con una rondine. Nei pressi sono stati rinvenuti frammenti di vasellame d'età post-rinascimentale.

 

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Cote Ombrello            [42°47'5.27"N, 10°10'57.53"E]

Il nome di questa cote è stato ispirato dalla somiglianza con un ombrello se vista dal lato orientale.

 

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Cote dei Cavalli            [42°46'47.45"N, 10°11'17.25"E]

Il nome deriva dall'antica e tragica usanza di far precipitare da questa rupe vecchi cavalli e muli inservibili per i lavori agricoli.

Macéo della Settima            [42°46'57.01"N, 10°11'49.34"E]

Il termine elbano macéo deriva dal latino maceria ed indica una delle tipiche franate di granodiorite sparse lungo i fianchi del Massiccio del Monte Capanne. Per indicare una pietraia di minori dimensioni si usa il termine maceòlo. Nell'immagine è riportato il macéo presente in località La Settima, sulle pendici occidentali del Monte Perone.

Caprile delle Puntate            [42°47'8.89"N, 10°10'32.06"E]

Sulla cima del Crino delle Puntate si trova questo recinto per capre (caprile) addossato ad una rupe granodioritica. La struttura è stata restaurata nel novembre 2005.

Caprile della Nivera            [42°46'20.84"N, 10°10'42.81"E]

Questo caprile si trova in un fitto bosco di lecci e castagni, lungo l'antico sentiero che conduceva alla ghiacciaia della Buca della Nivera.

Caprile di Rimercoio            [42°46'52.65"N, 10°11'3.32"E]

Si tratta dell'unico caprile ubicato in bosco di castagni. Il suo restauro è avvenuto nell'ottobre 2006.

Caprilino di Montecristo            [42°47'2.75"N, 10°10'58.46"E]

Localizzato sul pianoro del Crino di Montecristo, insiste sullo stesso sito dell'insediamento protostorico.

Caprile del Ferale Basso            [42°46'46.66"N, 10°10'42.99"E]

Restaurato nel gennaio 2008, si trova in località Ferale Basso lungo il sentiero CAI n°2 (Poggio/Monte Capanne).

Caprile del Ferale Alto            [42°46'33.61"N, 10°10'27.32"E]

Questo caprile conserva l'unico domolito (capanna) esistente nel circondario di Poggio. Il vicino recinto (caprile), invece, è del tutto scomparso; è appena leggibile l'impianto planimetrico.

Caprile delle Panche            [42°46'54.92"N, 10°10'49.24"E]

Documentato dal 1829 come Capril delle Panche, questo recinto è pressoché scomparso; ne è leggibile il solo perimetro murario. Si trova in località Le Panche, sulla dorsale che da Poggio sale verso il Monte Capanne.

Caprile di Montecristo            [42°47'2.59"N, 10°10'58.12"E]

Si trova sul pianoro del Crino di Montecristo, nel sito dell'insediamento protostorico. Restaurato nel marzo 2006, è il caprile meglio conservato nel circondario di Poggio.

 

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Caprile del Perone            [42°46'51.72"N, 10°12'2.60"E]

Bellissimo caprile che presenta due caratteristiche particolari: è realizzato non in granodiorite ma con bozze di roccia ofiolitica ed ha la capanna unita al recinto tramite uno stretto passaggio con architrave.

Le Panche

Si tratta di un'estesa formazione granodioritica stratiforme, che ha suggerito il nome all'intera zona. Il toponimo Le Panche è attestato almeno dal 1829.

Madonnina del Tenditoio            [42°47'6.72"N, 10°10'56.13"E]

La piccola immagine è stata collocata lungo il trekking Vicinale del Tenditoio in occasione della Festa dell'Immacolata Concezione (8 dicembre 2011).

 

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